San Cataldo e il porto
 
 
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Pianta degli stabilimenti balneari a S. Cataldo allegata alla richiesta di ampliamento dello stabilimento Bartoloni - 1905 
(Archivio Storico Comunale - Lecce)
Nel 1905, dopo la costruzione del molo di ancoraggio, avvenuta nel 1901, si verificò nella rada protetta un accumulo di alghe di enormi dimensioni, poiché la nuova costruzione impediva alle correnti marine di rimuovere periodicamente il materiale che si depositava. 
Lo stabilimento Adriano, gestito dalla Koppel, ne rimase completamente circondato, per cui l'impresa chiese al Comune di poter spostare la fermata tramviaria più a sud e procedere contemporaneamente allo spostamento dello stabilimento. La richiesta fu respinta e nella stagione estiva lo stabilimento balneare Koppel rimase chiuso. 
Nel 1906 una parte del molo veniva demolita per evitare il ristagno delle alghe. 
 “IL PORTO ADRIANO OSTRUITO DALLE ALGHE” 
(dal Corriere Meridionale n.17 del 4 maggio 1905).
“Dacché è stata completata la chiusura del porto Adriano, la cui spesa a opera finita, sorpasserà le 100 mila lire, quel seno di mare è stato completamente ostruito dalle alghe, che vi trovano comodo e sicuro rifugio. E dire che la costruzione di quel porto, che costa tanti sacrifizi al Comune, che era antica aspirazione di questa cittadinanza, che da un ancoraggio a San Cataldo si imprometteva un grande incremento al commercio leccese.  
Oggi invece Porto Adriano non è altro che un banco spesso di alghe occupante quasi mezzo chilometro quadrato di mare vi si può camminare su a piedi, come se si fosse su terra ferma.  
Prima del prolungamento del molo, a seconda dei venti, le alghe invadevano la spiaggia o se ne allontanano; ora entrate una volta, ci stanno a loro bellagio.  
Non è quindi il caso di parlare più di bagni in quel sito, il quale diventerà invece un gran fomite malarico, perché l’ammassamento delle alghe, impedendo il rinnovarsi dell’acqua, formerà una specie di stagno perenne, pestilenziale . . .”